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Associazione Silvia Procopio

Confronto tra stent medicato e palloncino rivestito con farmaco per il trattamento della restenosi dello stent coronarico a rilascio di farmaco: studio RESTORE


È stato valutato il trattamento ottimale per la restenosi in-stent ( ISR ) dello stent a rilascio di farmaco ( DES ) mediante lo studio prospettico, in aperto, randomizzato RESTORE, che ha confrontato l'uso del palloncino a rilascio di farmaco ( DEB ) e lo stent a rilascio di Everolimus di seconda generazione per il trattamento di restenosi in-stent dello stent medicato.

L'endpoint primario era la perdita tardiva intra-segmento al follow-up angiografico di routine a 9 mesi.

In totale sono stati arruolati 172 pazienti, e 74 pazienti ( 43.0% ) sono stati sottoposti al follow-up angiografico.

L'endpoint primario non è risultato diverso tra i due gruppi di trattamento ( gruppo palloncino a rilascio di farmaco 0.15 mm versus gruppo stent medicato 0.19 mm; P=0.54 ).

Gli endpoint secondari di diametro luminale minimo ( MLD ) intra-segmento ( 1.80 mm vs 2.09 mm; P=0.03 ), MLD in-stent ( 1.90 mm vs 2.29 mm; P=0.005 ), stenosi del diametro percentuale intra-segmento ( 34% vs 26%; P=0.05 ) e stenosi del diametro percentuale in-stent ( 33% vs 21%; P=0.002 ) erano più favorevoli nel gruppo stent medicato.

Il composito di morte, infarto miocardico o rivascolarizzazione della lesione target a 1 anno è stato comparabile tra i due gruppi ( gruppo palloncino a rilascio di farmaco 7.0% vs gruppo stent medicato 4.7%; P=0.51 ).

In conclusione, il trattamento della restenosi in-stent dello stent a rilascio di farmaco usando il palloncino medicato o lo stent medicato di seconda generazione non è variato in termini di perdita tardiva al follow-up angiografico a 9 mesi, mentre lo stent medicato ha presentato risultati angiografici migliori riguardo a una minima stenosi di diametro luminale minimo e di diametro percentuale.
Entrambe le strategie di trattamento sono risultate sicure ed efficaci a 1 anno dalla procedura. ( Xagena2018 )

Wong YTA et al, Am Heart J 2018; 197: 35-42

Cardio2018



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