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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Esiti a un anno dopo le strategie di intervento coronarico percutaneo nello shock cardiogeno


Tra i pazienti con infarto miocardico acuto, shock cardiogeno e malattia coronarica multivasale, il rischio di un composito di morte per qualsiasi causa o insufficienza renale grave che porta a terapia di sostituzione renale a 30 giorni è risultato inferiore con l'intervento coronarico percutaneo ( PCI ) solo della lesione colpevole rispetto a procedura PCI multivasale immediata. Sono stati valutati gli esiti clinici a 1 anno.

Sono stati assegnati a caso 706 pazienti a procedura PCI della sola lesione colpevole o a PCI multivasale.

Gli esiti per l'endpoint primario di morte o terapia sostitutiva renale a 30 giorni sono stati segnalati in precedenza.
Gli endpoint secondari prespecificati a 1 anno comprendevano morte per qualsiasi causa, infarto miocardico ricorrente, ripetizione della rivascolarizzazione, riospedalizzazione per insufficienza cardiaca congestizia, composito di morte o infarto ricorrente e composito di morte, infarto ricorrente o riospedalizzazione per insufficienza cardiaca.

Come riportato in precedenza, a 30 giorni, l'endpoint primario si è verificato nel 45.9% dei pazienti nel gruppo PCI della sola lesione colpevole e nel 55.4% nel gruppo PCI multivasale ( P=0.01 ).

A 1 anno, la morte si è verificata in 172 pazienti su 344 ( 50.0% ) nel gruppo PCI della sola lesione colpevole e in 194 su 341 pazienti ( 56.9% ) nel gruppo PCI multivasale ( rischio relativo, RR= 0.88 ).

Il tasso di infarto ricorrente è stato dell'1.7% con procedura PCI solo della lesione colpevole e del 2.1% con PCI multivasale ( RR=0.85 ) e il tasso di un composito di morte o infarto ricorrente è stato del 50.9% e del 58.4%, rispettivamente ( RR=0.87 ).

La ripetizione della rivascolarizzazione si è verificata più frequentemente con procedura PCI della sola lesione colpevole rispetto a PCI multivasale ( nel 32.3% dei pazienti rispetto al 9.4%; RR=3.44 ), così come la riospedalizzazione per insufficienza cardiaca ( 5.2% vs 1.2%; RR=4.46 ).

Tra i pazienti con infarto miocardico acuto e shock cardiogeno, il rischio di morte o terapia di sostituzione renale a 30 giorni è stato più basso con procedura PCI della sola lesione colpevole rispetto a PCI multivasale immediato e la mortalità non è risultata significativamente diversa tra i due gruppi a 1 anno di follow-up. ( Xagena2018 )

Thiele H et al, N Engl J Med 2018; 379: 1699-1710

Cardio2018



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