Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Aggiornamenti in aritmologia
52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Frammento N-terminale del pro-peptide natriuretico cerebrale e rischio cardiaco tra individui con e senza obesità


L'obesità è un fattore di rischio per l'insufficienza cardiaca, ma è associata a più bassi livelli di frammento N-terminale del pro-peptide natriuretico cerebrale ( NT-proBNP ).
Non è chiaro se il valore prognostico e le implicazioni dei livelli di NT-proBNP per il rischio di scompenso cardiaco differiscano tra categorie di indice di massa corporea ( BMI ).

Sono stati seguiti 12.230 partecipanti allo studio ARIC (Atherosclerosis Risk in Communities) senza insufficienza cardiaca al basale ( visita 2, 1990-1992 ) con indice BMI uguale o maggiore di 18.5 kg/m2.
Sono state quantificate e confrontate le associazioni dei rischi relativi e assoluti di NT-proBNP con insufficienza cardiaca incidente tra le categorie di indice di massa corporea.

Ci sono stati 1.861 eventi d scompenso cardiaco durante un periodo medio di 20.6 anni di follow-up.

Nonostante un aumento del rischio di insufficienza cardiaca con l’obesità, è stata osservata una associazione inversa debole tra indice BMI al basale e livelli di NT-proBNP ( r=-0.10 ).

Tuttavia, un livello basale più alto di NT-proBNP era associato a un aumento del rischio di insufficienza cardiaca in tutte le categorie dell’indice di massa corporea.

NT-proBNP ha migliorato la previsione del rischio di insufficienza cardiaca in generale, anche tra i soggetti con obesità grave ( indice BMI uguale o maggiore di 35 kg/m2; miglioramento della C statistica, 0.032 ).
Tuttavia, dati i tassi di scompenso cardiaco più elevati tra i pazienti con obesità, ad ogni livello di NT-proBNP, un più alto indice BMI era associato a un maggiore rischio di scompenso cardiaco assoluto.

Infatti, tra i soggetti con NT-proBNP di 100 fino a meno di 200 pg/ml, il rischio medio di insufficienza cardiaca a 10 anni è stato inferiore al 5% tra gli individui di peso normale, ma superiore del 10% tra i soggetti gravemente obesi.

In conclusione, nonostante la sua relazione inversa con l’indice di massa corporea, NT-proBNP fornisce significative informazioni prognostiche sul rischio di sviluppare insufficienza cardiaca, anche tra gli individui con obesità.
Dato il più elevato rischio basale di scompenso cardiaco tra le persone con obesità, anche lievi elevazioni di NT-proBNP possono avere implicazioni per un aumento del rischio assoluto di scompenso cardiaco in questa popolazione. ( Xagena2016 )

Ndumele CE et al, Circulation 2016; 133: 631-638

Endo2016 Cardio2016



Indietro