Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
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Associazione Silvia Procopio

Il trattamento DAPT per un periodo più prolungato può ridurre gli eventi ischemici dopo intervento coronarico percutaneo complesso


Tra i pazienti sottoposti a PCI ( intervento coronarico percutaneo ) complesso con stent medicati, una più lunga durata della duplice terapia antiaggregante ( DAPT ) sembra diminuire in modo significativo il rischio di eventi ischemici rispetto a un ciclo di trattamento più breve.

E’ stata effettuata una analisi post hoc riguardante 6 studi clinici randomizzati con 9.577 soggetti che avevano confrontato la duplice terapia antiaggregante di breve durata ( DAPT: 3-6 mesi ) o quella di più lungo periodo ( DAPT: 1 anno o più ) nei pazienti sottoposti a procedura PCI complessa o non-complessa.
Il trattamento DAPT consisteva di Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ) e Clopidogrel ( Plavix ).

Il PCI complesso è stato definito come una procedura in grado di soddisfare almeno uno dei seguenti criteri angiografici: tre vasi trattati, almeno tre stent impiantati, almeno tre lesioni trattate, biforcazione con impianto di due stent, lunghezza totale stent maggiore di 60 mm o occlusione totale cronica come la lesione bersaglio.

L'endpoint primario di efficacia era MACE, definito come un composito di mortalità cardiaca, infarto miocardico o trombosi dello stent durante il follow-up.
L'endpoint primario di sicurezza era il sanguinamento maggiore.

Dei 9.577 pazienti per i quali erano disponibili le caratteristiche angiografiche, 1.680 ( 17.5% ) sono stati sottoposti a procedure PCI definite come complesse.

A un follow-up mediano di 392 giorni, i pazienti nella categoria PCI complesso hanno mostrato più alti tassi di MACE rispetto a quelli con PCI non-complesso ( 3.61% vs 2.01%; hazard ratio aggiustato, aHR=1.98; IC 95 %, 1.5-2.6 ), eventi trombotici coronarici ( 2.6% vs 1.31%; aHR=2.36; IC 95%, 1.7-3.22 ), infarto miocardico ( 5.4% vs 2.9%; HR [ univariata ]=2.05 univariata; IC 95%, 1.6-2.61 ), trombosi dello stent ( 1.2% vs 0.5%; HR [ univariata ] =2.51; IC 95%, 1.47-4.3 ), rivascolarizzazione del vaso target ( 6.6% vs 3.6%; HR [ univariata ] = 2; IC 95 %, 1.6-2.49 ) e mortalità per tutte le cause ( 3.2% vs 2.2%; HR [ univariata ] = 1.61; IC 95%, 1.18-2.18 ).

Il modello di regressione di Cox multivariato ha evidenziato una correlazione forte e persistente tra la procedura PCI complessa e l’aumentato rischio di MACE, eventi trombotici a livello coronarico, trombosi dello stent, e infarto del miocardio.
Le analisi aggiustate non hanno mostrato una associazione tra procedura PCI complesso e il rischio di sanguinamento maggiore.

Rispetto ai pazienti che sono stati sottoposti a trattamento DAPT di più breve periodo, quelli nel gruppo PCI complesso che erano su un regime DAPT a più lungo periodo hanno presentato, in modo significativo, una ridotta prevalenza di MACE ( aHR = 0.56; IC 95%, 0.35-0.89 ) rispetto a PCI non-complesso ( aHR=1.01; IC 95%, 0.75-1.35 ).
L'entità di questo effetto è aumentato progressivamente con l'aumentare della complessità procedurale.

Un aumento del rischio di sanguinamento maggiore è stato osservato nel gruppo DAPT a più lungo periodo. ( Xagena2016 )

Fonte: Journal of American College of Cardiology, 2016

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