Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
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Associazione Silvia Procopio

L'efficacia dell'Ivabradina versus beta-bloccanti nella riduzione della frequenza cardiaca durante angiografia coronarica con tomografia computerizzata


Lo scopo dello studio è stato quello di quantificare l'efficacia del pretrattamento con Ivabradina ( Corlentor, Procoralan ) rispetto ai beta-bloccanti prima della angiografia coronarica con tomografia computerizzata ( Angio-TC ) mediante una meta-analisi di dati di studi clinici randomizzati e controllati.

I ricercatori hanno condotto una ricerca di studi randomizzati e controllati di pre-trattamento con Ivabradina rispetto ai beta-bloccanti prima della Angio-TC.
Otto studi condotti su un totale di 1.324 pazienti sono stati inclusi nell'analisi finale.

I risultati hanno mostrato che l'Ivabradina era significativamente più efficace nel migliorare la frequenza cardiaca dei pazienti che hanno raggiunto la frequenza cardiaca target ( inferiore a 65 bpm ) durante Angio-TC ( odds ratio, OR=5.02; IC 95% 3.16-7.98, P inferiore a 0.00001, I2 = 20% ).

Un confronto dell’efficacia tra Ivabradina e beta-bloccanti ha mostrato un effetto statisticamente significativo dell'Ivabradina sulla riduzione della frequenza cardiaca durante Angio-TC ( MD -4.39; IC 95%, -4.80 a -3.99, P inferiore a 0.00001, I2=0% ).

L'Ivabradina ha anche prodotto una significativa riduzione della frequenza cardiaca prima dell’Angio-TC (MD -5.33; IC 95%, -10.26 a -0.39, P = 0.03, I2 = 92% ).

In termini di riduzione totale delle frequenza cardiaca durante Angio-TC, differenze significative sono state osservate tra il gruppo Ivabradina e il gruppo beta-bloccante ( MD 2.64; IC 95%, 1.25-4.02, P = 0.0002, I2 = 0% ).
La riduzione percentuale media della frequenza cardiaca nel gruppo Ivabradina era significativamente più alta rispetto a quella nel gruppo beta-bloccanti ( MD 7.18; IC 95%, 5.64-8.72, P inferiore a 0.00001, I2 = 43% ).

L'Ivabradina non ha avuto effetti significativi sia sulla pressione arteriosa sistolica ( MD 11.41; IC 95% 6.43-16.40, P inferiore a 0.00001, I2 = 85% ) sia su quella diastolica ( MD 1.79; IC 95%, 0.00 a 3.58, P = 0.05 , I2 = 56% ).

In conclusione, rispetto ai beta-bloccanti, l'Ivabradina rappresenta una potenziale alternativa nella riduzione della frequenza cardiaca per i pazienti sottoposti a angiografia coronarica con tomografia computerizzata. ( Xagena2016 )

Qiu S et al, Cardiology 2016; 135: 133-140

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