American Heart Association
Aggiornamenti su Malattie del circolo polmonare
Associazione Silvia Procopio

Stent medicati o di metallo nudo per la malattia coronarica


Sono disponibili dati limitati sugli effetti a lungo termine degli stent medicati rispetto agli stent di metallo nudo sui tassi di mortalità, infarto miocardico, rivascolarizzazione ripetuta, trombosi dello stent e sulla qualità di vita.

Sono stati randomizzati 9.013 pazienti che avevano malattia coronarica stabile o instabile a sottoporsi a intervento coronarico percutaneo ( PCI ) con impianto di stent medicati o stent di metallo nudo.
Nel gruppo trattato con stent medicati, il 96% dei pazienti ha ricevuto stent a eluizione di Everolimus o Zotarolimus.

L'esito primario era un composito di morte per qualsiasi causa e infarto miocardico non-fatale spontaneo dopo una media di 5 anni di follow-up.
Gli esiti secondari includevano rivascolarizzazione ripetuta, trombosi dello stent, e qualità della vita.

A 6 anni, i tassi di esito primario sono stati pari al 16.6% nel gruppo trattato con stent medicati e al 17.1% nel gruppo trattato con stent di metallo nudo ( hazard ratio, HR=0.98; P=0.66 ).
Non ci sono state differenze significative tra i gruppi nelle componenti del risultato primario.

I tassi a 6 anni di qualsiasi rivascolarizzazione ripetuta sono stati del 16.5% nel gruppo trattato con stent medicati e del 19.8% nel gruppo trattato con stent di metallo nudo ( HR=0.76; P minore di 0.001 ); i tassi di trombosi dello stent definita sono stati, rispettivamente, pari a 0.8% e 1.2%, ( P=0.0498 ).
Le misure di qualità di vita non hanno mostrato differenze significative tra i due gruppi.

In conclusione, nei pazienti sottoposti a PCI, non vi sono state differenze significative tra coloro che hanno ricevuto stent medicati e quelli che hanno ricevuto stent di metallo nudo nell’esito composito di morte per qualsiasi causa e infarto miocardico non-fatale spontaneo.
I tassi di rivascolarizzazione ripetuta sono stati più bassi nel gruppo che ha ricevuto stent medicati. ( Xagena2016 )

Bønaa KH et al, N Engl J Med 2016; 375: 1245-1252

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